ROMA (Reuters) - Sono stati liberati e si trovano in buone condizioni di salute i cooperanti italiani Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini rapiti in Somalia alla fine di maggio. Lo ha annunciato oggi in aula a Montecitorio il ministro degli Esteri, Franco Frattini.
In serata i due ex rapiti sono atterrati a Nairobi in Kenya, dopo un viaggio da Mogadiscio.
"Hanno potuto mettersi in contatto con i familiari e faranno al più presto ritorno nel nostro paese", dice una nota della Farnesina.

"I nostri connazionali Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini sono stati liberati ed è con profonda soddisfazione che possono informarvi che... sono in buone condizioni salute", ha detto Frattini ai deputati nel tardo pomeriggio, dopo che la notizia era filtrata dall'Associazione delle Ong italiane.
Un dipendente dell'aeroporto internazionale di Mogadiscio, capitale della Somalia, ha confermato di aver visto i due italiani.
"Sono arrivati a bordo di una macchina con il volto coperto e vestiti con degli abiti talmente sporchi che potevano essere gli stessi con cui erano stati rapiti tre mesi fa", ha detto Mohamed Hussein.
I due operatori, che lavoravano per l'organizzazione italiana Cins erano stati rapiti il 21 maggio scorso insieme ad un collega locale.

RISCATTO FINO A UN MILIONE DI DOLLARI? A FARNESINA "NON RISULTA"
Jolanda Occhipinti ha 50 anni ed è originaria di Ragusa mentre Giuliano Paganini ha 65 anni ed è originario di Pistoia.
Secondo un membro anziano di un clan somalo che è stato coinvolto nelle trattative per il rilascio degli ostaggi, e che ha preferito non essere identificato, sarebbe stato pagato un riscatto compreso fra i 700.000 e un milione di dollari per la liberazione degli italiani.
"Alla Farnesina non risulta il pagamento di alcun riscatto", ha commentato il portavoce del ministero, Pasquale Ferrara.
Gli abitanti di Awdingle, il paese dove è avvenuto il sequestro che si trova 65 chilometri a sud di Mogadiscio, avevano raccontato che la sede locale del Cins era stata assaltata da uomini armati arrivati su tre veicoli, che avevano bendato le sentinelle e rapito i due italiani e il responsabile della sede locale dell'organizzazione, Abderahman Yusuf Arale.
Occhipinti e Paganini si trovavano in Somalia dal 2006 per un progetto umanitario alimentare finanziato dalla Fao e dalla Commissione Europea rispettivamente come coordinatrice e "senior agronomist", secondo quanto riferito dall'Ong.
Nelle mani dei sequestratori somali ci sono ancora due operatori umanitari internazionali, un inglese e un kenyota rapiti ad aprile, oltre a decine di operatori locali.
La Somalia è stata teatro di guerra civile dal 1991, anno della caduta del dittatore Mohamed Siad Barre, seguita dal fallimento di una missione dell'Onu.
Una breve tregua a metà del 2006, quando l'Unione delle Corti Islamiche ha preso il controllo di gran parte del sud, è terminata con un'offensiva del governo somalo appoggiata dall'Etiopia.
Da allora, il governo riconosciuto a livello internazionale ha combattuto una crescente onda di rivolte violente guidate dagli islamici.
Gli scontri più recenti nel paese hanno causato circa un milione di sfollati, creando una delle peggiori e più trascurate crisi umanitarie del pianeta.
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