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FONTE:Ansa

CATANZARO - La Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto l'archiviazione per le accuse nei confronti del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. La richiesta è stata avanzata dal Procuratore di Salerno, Luigi Apicella e dal sostituto, Gabriella Nuzzi, nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo le denunce di magistrati e di altre persone coinvolte in alcune indagini condotte da De Magistris. Nei confronti del magistrato in servizio nel capoluogo calabrese si ipotizzavano i reati di calunnia, abuso d'ufficio e rivelazione del segreto d'ufficio relativi alle inchieste Poseidone, Why Not e Toghe Lucane.

Nella richiesta di archiviazione la Procura di Salerno, che ha competenza ad indagare sui magistrati del distretto giudiziario del capoluogo calabrese, sostiene l'insussistenza di illegittimità sostanziali o procedurali penalmente rilevanti ovvero di condotte abusive addebitabili nell'esercizio delle funzioni giudiziarie di De Magistris. Nell'inchiesta, secondo i magistrati campani, è emersa anche la correttezza formale e sostanziale degli atti compiuti dal pm della procura di Catanzaro. Nella richiesta inviata al Gip si fa riferimento, inoltre, ad una pressante attività di "interferenza alle indagini di De Magistris posta in essere dai vertici della Procura di Catanzaro.

Alle continue ingerenze sull'attività inquirente è risultata connessa la trasmissione di continue denunce e segnalazioni agli organi disciplinari ed alla Procura di Salerno". Stamani, intanto, il Procuratore di Salerno ha incontrato a Catanzaro il Procuratore Generale, Vincenzo Jannelli, ed i sostituti Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo per laltro ramo dell'inchiesta avviata nella città campana, stavolta dopo gli esposti fatti da De Magistris nei confronti di magistrati del capoluogo calabrese. Apicella ha chiesto di poter avere alcuni documenti dell'inchiesta Why Not ma la Procura generale ha deciso di non concederglieli perché l'attività investigativa é ancora in corso.

Il colloquio, svoltosi negli uffici della Procura generale, è durato oltre tre ore al termine del quale i magistrati hanno mantenuto il massimo riserbo. L'inchiesta Why Not, relativa a presunte irregolarità nella gestione di fondi pubblici, è stata avocata dalla Procura generale per incompatibilità di De Magistris che aveva iscritto nel registro degli indagati l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, il quale, precedentemente, ne aveva chiesto il trasferimento per presunte irregolarità nella conduzione delle inchieste.

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